Pozzallo sbarco Medici per i diritti umani
FacebookTwitterGoogle+
19 Febbraio 2018

Diario di Pozzallo

Questa mattina sono sbarcate 337 persone di cui 293 provenienti dall’Eritrea, 4 dal Sudan e 40 dalle isole Comore. Oltre 170 donne e più di 30 bambini. Gravi le condizioni di salute. Molti i casi di denutrizione, 31 persone sono state condotte in ospedale. La nave di open arms che ha tratto in salvo le… Continua a leggere »

FacebookTwitterGoogle+
22 Dicembre 2017

G., 18 anni, Eritrea

Sono stato in Libia per 10 mesi. Tutto il tempo l’ho trascorso in detenzione dentro un capannone vicino a Tripoli gestito da un trafficante, un uomo veramente crudele. Quest’uomo è eritreo ma si fa chiamare Walid e collabora con i libici. Sono rinchiusi lì dentro soprattutto somali ed eritrei. Io credo che le persone finiscono… Continua a leggere »

FacebookTwitterGoogle+
22 Dicembre 2017

A., 20 anni, Somalia

Sono stato rinchiuso in una prigione per 2 anni. Non ci portavano niente da mangiare. Venivano per il cibo un giorno si e uno no e il cibo era solo un piccolissimo pezzo di pane. Durante questi due anni mi hanno picchiato tantissimo, tutti i giorni. E non mi facevano mai alzare, ero costretto a… Continua a leggere »

FacebookTwitterGoogle+
22 Dicembre 2017

I., 25 anni, Somalia

Sono stata in Libia per 7 mesi. Sono stata rinchiusa tutto il tempo in una specie di prigione o campo di raccolta. È stato terribile. Gli uomini libici venivano e mi buttavano a terra. Mentre ero sdraiata per terra mi picchiavano fortissimo con dei tubi di ferro sulla schiena e sulla testa. Io non mi… Continua a leggere »

FacebookTwitterGoogle+
22 Dicembre 2017

A.A., 21 anni, Pakistan

Stavo camminando su una strada in Bulgaria, insieme ad altre persone, stavamo cercando di raggiungere il confine per arrivare in Serbia e poi continuare verso l’Europa. La polizia è arrivata e ci hanno iniziato ad insultare, poi hanno preso i manganelli e hanno iniziato a picchiarci dappertutto. Successivamente, ci hanno obbligati a stenderci supini per… Continua a leggere »

FacebookTwitterGoogle+
22 Dicembre 2017

M.C., 20 anni, Nigeria

Non appena sono arrivato a Sabha sono stato detenuto in un carcere informale chiamato “Osopo Prison” gestito da trafficanti ghanesi. Mi hanno messo in una cella con altre 80 persone, ogni giorno subivo percosse e la tortura della “falaka” (percosse sulle piante dei piedi). Ogni settimana i miei parenti erano costretti a pagare 200 dinari… Continua a leggere »