Il gruppo di donne ivoriane con cui parliamo è formato da 11 donne; insieme a loro quattro bimbi di cui due gemelline. “E’ difficile capire dove siamo, cosa sta succedendo, siamo ancora traumatizzate, quello che abbiamo vissuto in Libia è troppo” . Chiediamo loro di raccontare qualcosa. “Dove Siamo? Quanto é lontano Milano?”. Le domande… Continua a leggere »
Diario da Pozzallo #10
Anche questa settimana il team Medu è stato presente all’interno dell’hotspot di Pozzallo dove uomini e donne “attendono” da giorni e giorni di essere ricollocati in altri paesi Europei. M. un giovane uomo proveniente dal Sudan, lascia scorrere la memoria e le parole mentre il suo volto ha i lineamenti e la fissità di una… Continua a leggere »
Diario da Pozzallo #9
Incrociamo gli occhi di A. 18 anni proveniente dall’Egitto: sono lucidi, bagnati di lacrime. Gli spieghiamo che il nostro Team si occupa sia delle ferite del corpo che di quelle invisibili della mente. A. ” È proprio così come dite”, ci conferma con enfasi, “anche quelle del cuore sono ferite come quelle che ho qui… Continua a leggere »
Agadez, frontiera sud dell’Europa #3
Najm ha un segreto. Non dorme la notte, si allontana dalla sua casetta di plastica nel campo rifugiati e cammina sonnambulo nella sabbia del deserto. Najm ha sei anni e dicono che a scuola non riesce a concentrarsi ed è aggressivo con i compagni. La madre ci dice che ama i colori ma i suoi… Continua a leggere »
Diario da Pozzallo #8
Dal team clinico di MEDU che ha operato allo sbarco Le condizioni generali dei migranti sono buone, anche se due persone vengono ricoverate subito in ospedale (una per ustioni). Al momento dello sbarco, le stesse persone che vengono individuate dalla nostra psicologa come più vulnerabili sono anche le stesse che la polizia immediatamente interroga, proseguendo… Continua a leggere »
La libia non è un porto sicuro #2
“Sono partito dall’Eritrea 4 anni fa. Sono stato molto tempo in Sudan, 2 anni e qualche mese, poi sono entrato in Libia, dove sono rimasto 1 anno e 5 mesi e sono sempre rimasto detenuto. Mi hanno spostato in 13 centri di detenzione diversi. Questi posti erano tutti uguali, sembravano dei magazzini. Le condizioni igieniche… Continua a leggere »








