M, 27 anni, Gambia

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29 Settembre 2017

Sono stata detenuto in una prigione vicino Tripoli per 6 mesi. Le guardie mi hanno chiesto cosa sapessi fare. Io sapevo fare il muratore. Mi hanno fatto fare un giorno di prova poi mi hanno sempre portato con loro insieme ad alcuni miei amici. Lavoravamo insieme fianco a fianco ogni giorno. Per questi lavori non ci hanno mai pagato. Un giorno uno dei ragazzi era troppo stanco per lavorare. Ha detto alle guardie che non riusciva ad alzarsi. Uno dei libici ha detto “Se non vieni ti sparo”. Io pensavo che scherzasse. L’ha pensato anche il mio amico. L’uomo libico l’ha ucciso con un colpo in testa. Poi si è girato verso di me. “Tu che fai, lavori o no?”, mi ha detto. E mi sono alzato e sono andato con loro. Questo è successo due settimane fa. Poi un gruppo di uomini  armati ha fatto irruzione nella prigione e ha fatto uscire tutti gli uomini e le donne detenute. Sono riuscito a scappare ed ho raggiunto il mare. Dopo poco mi sono imbarcato.

Testimonianza raccolta presso l’Hotspot di Pozzallo, 29 settembre 2017

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