I., 17 anni, proveniente  dal Gambia

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8 Settembre 2017

Ho lasciato il Gambia nel Gennaio 2014 e mi sono diretto in Mauritania dove sono rimasto per 1 anno lavorando. Poi ho deciso di muovermi verso la Libia. Ho attraversato il Mali e il Niger. Sono entrato in Libia circa 7 mesi fa. La maggior parte del tempo l’ho passata in prigione. Poco dopo il mio arrivo nel paese sono stato rapito da degli uomini libici e sono stato portato in una prigione informale a Sabha. Sono stato detenuto fino a circa 1 mese prima di partire. In questa prigione ho assistito e subito ogni genere di tortura e violenza. Tutti i giorni venivano per percuotermi. Mi hanno rotto tutte le unghie delle mani perché mi facevano stringere le dita e le sbattevano contro il tavolo. Mi picchiavano con un bastone sotto la pianta dei piedi (falaka). Oppure mi versavano addosso dell’acqua gelata e poi mi torturavano con le scosse elettriche. Una cosa terribile a cui ho assistito è il trattamento che riservavano ai malati. Appena una persona si ammalava, quando si vedeva bene che stava molto male, i libici venivano e la uccidevano.

I., 17 anni, proveniente  dal Gambia

Testimonianza raccolta presso l’Hotspot di Pozzallo, 8 settembre 2017

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