M.T. 18 anni, Guinea

FacebookTwitterGoogle+
6 Settembre 2018

“il nostro gommone ha avuto un problema, eravamo più di 100 ma siamo sopravvissuti soltanto in 42. Siamo rimasti più di due ore in acqua prima che ci salvassero. Ho visto tanti corpi in acqua. Il mio amico S. era vicino a me, abbiamo provato a resistere. Sono confuso, ho tenuto la sua mano per due ore, gli ripetevo che doveva resistere, che sarebbero arrivati a salvarci ma S. mi ha detto che era troppo stanco e non cela faceva più, mi sembra di vederlo ma non c’è più, è morto mentre gli tenevo la mano. Non potrò dimenticare. Il viaggio per arrivare qui mi è costato molto. Nell’agosto del 2017 al confine tra il mali e l’Algeria sono stato detenuto nella città di Timiaouine, i trafficanti mi hanno chiuso in una casa con altre 25 persone per sei giorni. Intorno c’era il deserto. Ogni giorno pensavo di morire. Mi hanno frustato con fili di metallo sulle gambe, ho ancora le cicatrici. Per costringermi a pagare mi hanno legato i polsi dietro la schiena e i piedi e mi hanno lasciato in ginocchio sotto il sole per quasi due giorni senza cibo né acqua, mi ricordo che è passato un uomo e mi ha detto “paga se non vuoi morire”. È stato lì che ho visto morire un ragazzo di 11 anni. Adesso devo pensare al mio futuro”
Testimonianza raccolta in hotspot a Pozzallo durante il mese di giugno 2018

FacebookTwitterGoogle+