EZ, 26 anni, Eritrea

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11 Settembre 2018

Sono rimasto in Libia per 1 anno e 7 mesi. Per la maggior parte del tempo sono stato sempre rinchiuso in centri di smistamento o di detenzione. Sono stato rapito e imprigionato 2 volte e per 3 volte ho dovuto pagare il mio viaggio. Le prima due volte erano centri di smistamento. La cosa che mi ricordo maggiormente è il numero delle persone che morivano. Quasi ogni giorno qualcuno si ammalava di problemi intestinali. Non ci davano acqua ed eravamo costretti a bere l’acqua dei bagni. Così in tanti si ammalavano, veniva la diarrea e morivano. Succedeva spesso. Un dottore non lo abbiamo mai visto. Solo qualche volta i trafficanti venivano e ci distribuivano delle medicine, erano le stesse per tutti . Però continuavamo a morire. E poi c’erano le percosse e le torture. […] La prima volta che mi sono imbarcato siamo stati intercettati dalla Guardia Costiera libica che ci ha riportato indietro. Ci hanno detto che ci avrebbero portato in un centro istituzionale. Poi però il nostro gruppo è stato diviso. Io, insieme ad altre persone, sono stato venduto a dei trafficanti e portato in un’altra prigione. Sono stato separato da mia moglie. Da allora non ne ho notizia.
Testimonianza raccolte dalla clinica mobile di Medu , Roma, settembre 2018
EZ, 26 anni, Eritrea

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